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I SIMBOLI

Tra gli innumerevoli simboli che animano l’ immaginario e i comportamenti umani qui di seguito ne verranno elencati alcuni dei principali che potrete ritrovare nei vostri mandala, per poi interpretarne i significati, non dimenticando però che un simbolo sfugge a qualsiasi definizione, essi si liberano e fuggono via e si celano nella stessa misura in cui si rivelano, non sono cioè comprensibili ad una logica razionale, sono innanzitutto un’ esperienza.

I simboli insomma ci mettono in contatto con parti di noi stessi completamente inaccessibili alla mente analitica, e ci portano così a capire vedendo anziché pensando

I simboli sono sempre pluridimensionali ed esprimono relazioni come spazio-tempo, terra-cielo, immanente-trascendente, e nel contempo anche altre bipolarità come la sintesi dei contrari, luce -tenebre, bene-male ed indicano la possibile complementarietà fra funzioni anche molto diverse e spesso assolutamente contrastanti.

La simbolica presuppone il principio del terzo incluso, e quindi questa differenza dalla logica concettuale , nella realtà concreta viene percepita come una complementarietà anche fra valori , qualità o stati d’ animo, degli stessi esseri, fra due o più esseri, due o più gruppi di persone, facendo intuire una unità che trascende le divisioni

Il simbolo separa e unifica ma presuppone entrambe le idee di separazione e riconciliazione, il pensiero simbolico al contrario di quello scientifico procede dall’ uno al molteplice per far poi meglio comprendere l’ unità di questo molteplice, superando con questa nuova visione le divisioni mentali esso causa così una vera e propria espansione di coscienza.

Quindi se un simbolo esiste per qualcuno o per i membri di una collettività che vi si identificano, essi diventano un centro comune di coscienza, "Esso fa vibrare in noi una corda comune" accordandosi alle esigenze esistenziali, ai sogni, alle aspettative di un individuo, di un gruppo, di una civiltà e tutto l’ universo si articola intorno a questo centro, trascendendo i luoghi e i tempi, gli individui e le circostanze. Ma non si può mai separare quindi i simboli dal loro accompagnamento esistenziale, sono infatti i simboli che vengono a rivelarsi e non viceversa.

Il simbolo vivente che sorge spontaneamente dall’inconscio creativo dell’ uomo e dal suo ambiente adempie così alla sua funzione, che è di estrema importanza per la vita personale e sociale

I simboli sono soprattutto schemi -motori di cui esempi sono quelli che Jung a definito archetipi, carichi di dinamismo e affettività essi mobilitano la psiche nella sua totalità e aprono la strada verso un passaggio di ordine, che essendo percepito direttamente da parte della coscienza , agisce verso una evoluzione della coscienza.

I simboli secondo Jung sono un immagine adeguata a indicare il meglio possibile la natura oscuramente intuita dello spirito, quella forza cioè che ingloba il conscio e l’incoscio, concentra le produzioni religiose ed etiche, creative ed estetiche dell’ uomo, colora tutte le attività intellettuali, immaginative emotive dell’ individuo, si oppone, in quanto principio, alla natura biologica e mantiene sempre vigile la tensione fra i contrari che é alla base della nostra vita psichica. Jung precisa inoltre che il simbolo non racchiude nulla , non spiega nulla, rinvia al di là di se stesso verso un senso ancora inafferrabile, oscuramente presentito.

La prima funzione del simbolo è quindi come in questo caso esploratrice, esso ci proietta nell’ignoto esprimendo il senso dell’ avventura spirituale dell’ uomo. Esso permette di cogliere delle relazioni che la ragione non può definire, estendendo il campo della coscienza in un terreno in cui non esiste il conosciuto e il cui ingresso implica una parte di avventura e di sfida.

L’ignoto del simbolo non è però il vuoto dell’ignoranza ma il presentimento di qualcosa di non ancora definito. Una immagine-motore o uno schema-motore sono il sostituto che ricopre questo termine sconosciuto con un velo che rappresenta una prima rivelazione, il simbolo esprime il vissuto o il percepito come l’individuo lo sente, non secondo la sua ragione critica, ma secondo tutto il suo universo psichico, affettivo, rappresentativo soprattutto a livello dell’ inconscio.

Ciò che tende ad indicarci é il senso di una ricerca e la conseguente risposta ad una intuizione incontrollabile. La funzione dei simboli é infatti essenzialmente la rivelazione esistenziale dell’ uomo a se stesso attraverso un’esperienza cosmologica nella quale possiamo includere ogni esperienza personale e sociale.

Il simbolo adempie poi ad un’ altra funzione, lancia dei ponti, raduna elementi separati, collega il cielo e la terra, la materia allo spirito, la natura alla cultura, l’ inconscio alla coscienza. Alle forze centrifughe di uno psichismo istintivo che portano alla molteplicità delle relazioni, delle sensazioni e delle emozioni, contrappone una forza centripeta nella quale il molteplice ritrova la sua unità, compensa le strutture dissociative di una libido confusa riorientandola, garantendo una attività mentale intensa , sana e liberatrice favorendo i passaggi di elementi fra diversi livelli di coscienza.

Questa mediazione ha il fine ultimo, di riunificare l’ uomo nei suoi livelli : psichico, sociale, spirituale ricollegando l’ uomo al mondo, e reinserendolo nella evoluzione dell’ universo in una osmosi continua fra interno ed esterno.

In quanto elemento unificatore esso adempie perciò anche una funzione terapeutica, facendo identificare l’ individuo ad una forza sovraindividuale, esso lo fa sentire partecipe di questa forza universale, con semplici intuizioni possiamo cioè essere parte di un insieme che ci turba e ci rassicura, ma che ci esercita alla vita.

Il simbolo è oltretutto un linguaggio universale, al di là delle differenze culturali o linguistiche che ha la capacità di introdurci nel cuore dell’individualità, e nello stesso tempo del sociale. Penetrando il senso dei simboli di una persona o di un popolo conosciamo a fondo questa persona o questo popolo.

Esso è quindi un potente mezzo di socializzazione, ogni gruppo e ogni epoca hanno avuto i propri simboli, e senza simboli le civiltà muoiono e passano alla storia. La sociologia e l’ analisi distinguono infatti i simboli morti da quelli viventi, che presuppongono una funzione detta di risonanza, questa funzione é paragonabile a quello che in fisica meccanica viene chiamato fenomeno di vibrazione , se un corpo che vibra con una frequenza propria entra in risonanza con quella di un altro corpo, e i loro ritmi si combinano, si produce un effetto di amplificazione delle vibrazioni. La funzione di risonanza di un simbolo è attiva nella misura in cui il simbolo si accorda con l’ atmosfera spirituale di una persona, di una società, di un’ epoca, la sua potenza evocativa e motrice varia in relazione all’ effetto di risonanza che risulta da questo rapporto fra sociale e individuale.

Questo rapporto può essere equilibrato solo attraverso una sintesi fra le esigenze spesso contrastanti di un individuo e la società. La funzione del simbolo é in questo caso chiamata da Jung funzione trascendente ed ha come scopo quello di stabilire una connessione tra forze antagoniste, di superare le contrapposizioni e di aprire così una strada ad un progresso della coscienza.

Il simbolo adempie così al suo ruolo nel processo evolutivo della personalità , e di trasformatore delle energie psichicheEssi possono causare una profonda trasformazione nella psiche, possono sciogliere i condizionamenti del passato e creare nuovi sbocchi all’ energia psichica.

L’ energia inconscia inassimilabile sotto forma di stimoli nevrotici è trasformata in energia che potrà essere integrata nel comportamento cosciente. Come l'atanor degli alchimisti che tramuta le energie: può cambiare il piombo in oro e le tenebre in luce.