Viene quindi, in questo modo, esaltato più il fare che non il prodotto finale, l' ego e la mente sono esclusi dalla creazione artistica, permettendo all' esecutore di superare le bariere che ostacolano il normale flusso creativo e di entrare spontaneamente in contatto e scandagliare le zone più profonde dell' essere, che si estendono al di là del conscio.
In questa cultura e in tutte le religioni con radici antropologiche più vivaci, il mandala viene utilizzato infatti come strumento di meditazione e visualizzazione da Sacerdoti e Guaritori (Monaci Tibetani, Uomini Medicina nelle culture Tribali ecc... )
Artista e ricercatore spirituale in queste tradizioni sono quindi la medesima persona.
Ma è soprattutto grazie alla profonda saggezza della tradizione
Orientale che l' indagine sulle dinamiche presenti in questi semplici
disegni e giunta fino a noi.
Fu C.G. Jung durante le sue ricerche sulla cultura Indiana ad
individuare la valenza simbolica archetipica del Mandala, simboli
completamente e volutamente persi nella nostra storia artistica,
ma comuni a culture molto distanti e diverse fra loro, prodotti
dell' immaginazione che emergono spontaneamente nei sogni di tutti
gli uomini, rivelando le forze ordinatrici della psiche, così
come dell' Universo stesso.
Simbolo circolare (Mandala in Sanscrito significa cerchio) e nel
contempo contenitore di simboli, si struttura attorno al punto
centrale dal quale si allontanano le forze di espansione e separazione,
che conducono alla limitazione spaziale (la circonferenza) da
dove poi ripartono reintegrandosi nel centro.
Simbologicamente questo gioco di opposti sta a sottintendere un
processo alchemico e spirituale di trasformazione di cui si riscontrano
analogie con la nostra cultura esoterica ( il grande educatore
Rudolf Steiner ne fece uno dei suoi metodi espressivi e pedagogici
privilegiati).
Ed é proprio grazie a questo gioco
di opposti che riconduce al punto di unità centrale, nel
quale si riconosce un senso ulteriore, più profondo, ancora
inafferrabile, che si esprime tutta la tensione "Spirituale"
del Mandala e tutta la sua vitalità creativa
In questo modo il lavoro con Mandala e Yantra supera tutte le
possibilità terapeutiche, già riconosciute in ogni
forma d' arte all'interno della nostra cultura, proponendo oltre
all' analisi del profondo anche una possibile via di crescita
esistenziale ed evidenziando il rapporto di comunicazione tra
il dentro e il fuori, la realtà esterna e quella interiore
in un infinito gioco di rimandi.
Questo lavoro può essere svolto a diversi livelli; come
gioco rituale, come pratica rilassante, come esercizio di concentrazione
per sviluppare l'attenzione ed instaurare una condizione di tranquillità
e serenità mentale.
E attraverso la rilettura, la meditazione e la visualizzazione diviene finalizzato all' accesso dei canali di comunicazione fra coscienza ed inconscio e a risvegliare e riorganizzare, le forze ordinanti presenti nella nostra psiche

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