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Ottobre 2007
La chimica non basta per star bene con noi stessi
(ottobre, 2007) - Corriere della Sera PUBBLICO & PRIVATO
Per tutto il secolo scorso
abbiamo continuato a credere che la mente potesse comprendere la psiche,
dominarne la complessità, darle ordine, curarla, guidarla sulla giusta via. E'
il presupposto della psicoanalisi, della psicoterapia, della medicina
psicosomatica. Oggi stiamo rinunciando all' idea che l' esperienza umana sia
dotata di senso e che il pensiero possa governarla. Le gente sente sempre meno
il bisogno di studiare se stessa, analizzare la propria esperienza, confrontarla
con quella degli altri, arrivare a una visione d' insieme per poi agire. Non
vuol fare sforzi, vuole un manuale che in poche parole le dica cosa fare. Perciò
non vuol più saperne della riflessione psicologica, filosofica. Preferisce la
narrativa, il cinema, la fiction, i cartoni animati, i videogiochi e la musica.
Perché ti fanno fare delle esperienze, ti fanno vivere altre vite senza
richiederti di riflettere e cercare di trovargli un ordine. O i talk show
televisivi in cui tutte le opinioni hanno lo stesso valore e non si arriva mai a
una conclusione. Ma, persa la fiducia nella propria mente, per guarire, per
eliminare il dolore, per star bene psicologicamente, gli uomini hanno
incominciato a guardare al cervello e alla possibilità di risolvere i problemi
agendo su di esso. In caso di nevrosi, di incertezza è inutile andare alla
ricerca di un senso. Basta prendere un farmaco. Se sei giù di morale un
antidepressivo; se sei eccitato un betabloccante; se sei ansioso un ansiolitico.
Ci sono poi la marijuana e la cocaina. Che però fanno male. Ma domani, ci
assicurano gli scienziati, avremo delle meraviglie: chi proverà un grande
dolore, per esempio per la morte di un figlio, potrà annullarlo cancellandone il
ricordo conservato nei neuroni. E l' innamorato basterà che ingoi una pillola
per dimenticare chi lo fa soffrire. Tanto l' innamoramento non è altro che un
fatto chimico, prodotto da serotonina, ossitocina e ferormoni. Agendo sul
cervello staremo come vorremo! Ma è una speranza o un incubo? Amare, sperare,
sognare, aver fede, cancellare il ricordo dei dolori e le esperienze sgradevoli
a comando, con la chimica, seguendo l' impulso immediato distrugge la nostra
persona reale, la nostra identità. No. La chimica non basta. Non possiamo
rinunciare ad essere noi stessi, coscienti di cosa siamo, di cosa è bene e cosa
è male, di avere un criterio per decidere dove andare. No, la chimica non basta.
Dobbiamo ricominciare a pensare. www.corriere.it/alberoni
Alberoni Francesco

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